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Convivenza more uxorio e mutuo sulla casa: le rate pagate non sempre si possono richiedere indietro

  • Immagine del redattore: Avv. Antonio Cirillo
    Avv. Antonio Cirillo
  • 2 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 lug

Modellino di casa e chiavi su un tavolo, con una coppia distante sullo sfondo, a rappresentare la convivenza more uxorio e il mutuo sulla casa comune.

Quando due persone convivono more uxorio e acquistano insieme una casa, spesso sorgono dubbi su come gestire le spese legate al mutuo. In particolare, può capitare che uno dei conviventi chieda la restituzione delle rate pagate durante la convivenza, soprattutto se l’immobile è intestato solo a uno dei due. La questione è complessa e ha visto importanti sviluppi giurisprudenziali, che chiariscono come il pagamento delle rate del mutuo si configuri come un’obbligazione naturale, non ripetibile, escludendo quindi l’azione di arricchimento senza causa.


Questo articolo spiega in modo chiaro cosa significa tutto ciò, quali sono le implicazioni pratiche e come orientarsi in caso di convivenza e mutuo cointestato o meno.


Cosa significa convivenza more uxorio e mutuo cointestato


La convivenza more uxorio indica una relazione stabile e duratura tra due persone che vivono insieme senza essere sposate. Quando queste persone decidono di acquistare una casa, spesso ricorrono a un mutuo, che può essere intestato a uno solo o a entrambi.


Il mutuo cointestato è un finanziamento concesso a due o più soggetti, che si impegnano congiuntamente al rimborso delle rate. Nel caso di conviventi, può accadere che il mutuo sia intestato a entrambi, ma l’immobile risulti intestato solo a uno dei due partner.


Il caso giudiziario che ha fatto chiarezza


Un caso emblematico è quello esaminato dal Tribunale di Ivrea e successivamente dalla Corte d’Appello di Torino, poi confermato dalla Cassazione. Un ex convivente aveva chiesto la restituzione di un prestito di oltre 55.000 euro, derivante da un mutuo ventennale cointestato, finalizzato all’acquisto di un immobile intestato esclusivamente alla partner. In via subordinata, aveva chiesto anche la ripetizione della metà delle rate di mutuo versate durante la convivenza, oltre alla restituzione di assegni di invalidità versati su un conto cointestato.


Il Tribunale aveva accolto solo la domanda subordinata di indebito arricchimento, condannando la partner a restituire metà delle rate pagate. La Corte d’Appello, però, ha ribaltato la decisione, escludendo l’azione di arricchimento senza causa e qualificando i pagamenti come adempimento di obbligazioni naturali tra conviventi more uxorio.


La Cassazione ha confermato questa impostazione, sottolineando che l’articolo 2041 del Codice Civile, che disciplina l’arricchimento senza causa, si applica solo in assenza di altre obbligazioni. Nel caso di convivenza e mutuo, il pagamento delle rate integra un’obbligazione naturale, che non può essere ripetuta.


Cosa sono le obbligazioni naturali e perché non sono ripetibili


Un’obbligazione naturale è un impegno morale o sociale che non può essere fatto valere in giudizio per ottenere un rimborso. Nel contesto della convivenza, il pagamento delle rate del mutuo per la casa comune si configura come tale obbligazione.


Questo significa che, anche se uno dei conviventi ha versato più della sua quota, non può chiedere la restituzione delle somme versate, perché il pagamento è considerato un adempimento spontaneo e non un prestito o un pagamento indebito.


L’articolo 2034 del Codice Civile disciplina le obbligazioni naturali, mentre l’articolo 2041 regola l’azione di arricchimento senza causa, che può essere esercitata solo quando manca un’obbligazione giuridica.


Implicazioni pratiche per i conviventi che acquistano casa insieme


Per chi convive e acquista una casa con mutuo, è importante sapere che:


  • Il pagamento delle rate del mutuo è un obbligo naturale, quindi non si può chiedere la restituzione delle somme versate in più.

  • Se il mutuo è cointestato, entrambi sono responsabili del rimborso, ma non è possibile agire per recuperare quote versate in eccesso durante la convivenza.

  • Se l’immobile è intestato a uno solo dei conviventi, il partner che ha pagato le rate non può pretendere la restituzione, a meno che non ci siano accordi scritti diversi.

  • È consigliabile stipulare accordi chiari e scritti tra conviventi per evitare controversie future.


Come tutelarsi in caso di convivenza e mutuo


Per evitare problemi legali e finanziari, i conviventi possono adottare alcune precauzioni:


  • Redigere un accordo scritto che definisca le quote di partecipazione al mutuo e alla proprietà dell’immobile.

  • Valutare la possibilità di intestare il mutuo e la casa a entrambi, per garantire diritti e doveri chiari.

  • Tenere traccia dei pagamenti effettuati da ciascuno, anche se non è possibile chiedere la restituzione.

  • Consultare un avvocato esperto in diritto di famiglia e contratti per chiarire la situazione prima di acquistare.


Cosa fare in caso di separazione o fine della convivenza


Quando la convivenza termina, la gestione del mutuo e della proprietà può diventare complicata. In assenza di accordi, la legge tutela principalmente chi è intestatario dell’immobile e del mutuo.


Il convivente che ha versato le rate non può chiedere la restituzione delle somme, ma può valutare altre azioni legali solo se esistono accordi specifici o prove di prestiti.


È importante affrontare la questione con attenzione, cercando una soluzione condivisa o ricorrendo a mediazione familiare per evitare lunghe cause giudiziarie.


Riflessioni finali


La giurisprudenza italiana ha chiarito che il pagamento delle rate del mutuo da parte di conviventi more uxorio rappresenta un’obbligazione naturale, non ripetibile. Questo significa che, anche se uno dei partner ha contribuito in modo maggiore, non può pretendere la restituzione delle somme versate.


Per conviventi che acquistano casa insieme, la chiave è la chiarezza: definire in modo preciso diritti e doveri attraverso accordi scritti può evitare conflitti futuri. In caso di dubbi, rivolgersi a un professionista è sempre la scelta migliore.


Conoscere queste regole aiuta a gestire con serenità la convivenza e le questioni economiche legate alla casa, proteggendo i diritti di entrambi i partner.


 
 
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